lunedì 9 febbraio 2009

Dedicato a Eluana

Desidero dedicare questa mia pagina ad una bella ragazza di venti anni, che un giorno, in seguito ad un malagurato incidente automobilistico, da dove ne uscì viva, rimase in un coma vegetativo,o meglio non si è più risvegliata,Eluana Englaro. Una ragazza come ce ne sono tante, la conosciamo attraverso le sue foto, bella, sorridente, con tanta voglia di vivere, di riuscire nella vita ,di amare, di essere amata,invece... lei dorme da ben diciasette anni. Non è mai più rientrata a casa, è passata fra rianimazione e degenza riabilitativa, fino alla diagnosi che ne confermava lo stato vegetativo. Questa è una diagnosi finale atroce, non sai cosa fare, chi l'ama non sà come agire: se rassegnarsi, considerarla morta o continuare nella speranza che un giorno si risvegli. Il coma vegetativo è come un limbo a metà fra la vita e la morte. Il padre è un componente importante in questa triste vicenda, si batte da anni perchè le vengano sospese le cure per mantenerla in vita "lei ", dice "non avrebbe mai voluto rimanere così, Eluana voleva vivere,non vegetare!" Purtroppo non esiste nessun testamento biologico da parte di Eluana, il suo era solo un desiderio espresso al padre, dopo una disgrazia analoga, occorsa ad un amico. Come lei ce ne sono tantissimi casi,di persone che non si risvegliano più dal coma,ma adesso il caso di Eluana è diventato un evento mediatico; chiamano "assassino" il padre, Beppino Englaro, solo perchè si batte affinchè sua figlia abbia una fine dignitosa. Viene considerato un caso di eutanasia, ma per chi ha vissuto vicino ad un ammalato a cui solo la morte può rendergli la dignità,capisce cosa desidera per sua figlia questro padre, è solo un atto d' amore per una vita che non è vita. Un bacio a te Eluana che dormi serenamete, mentre intorno a te un gran polverone di parolone, di pensieri politici negativi, positivi, si accavallano ogni giorno forse solo per fare "odiens". Una carezza a te papà di Eluana, chissà come ti sentirai solo in mezzo a questa battaglia, per dare "il dolce sonno" per sempre a tua figlia, ma non sei da solo, lei ti aiuta a combattere, aspetta di dare la sua mano ad un angelo che la porterà fra le braccia di Nostro Signore.

giovedì 5 febbraio 2009

Un pensiero alla mia città

Rieccomi, oggi son rientrata presto a casa, non mi andava di far tardi, avevo voglia di scrivere un pò. Appena sono arivata, la mia Miss, la mia gattina, mi ha accolta con un dolcissimo miagolio, come fosse un saluto, e al solito suo si è messa a pancia in sù, sulla mia poltroncina, per avere la sua razione di coccole. Mi diverto a solleticarle la pancia, sembra che rida quando le gioco. Almeno ho lei che mi fa festa al mio rientro!! Mi spoglio dei miei abiti e indosso una calda vestaglia da camera color rosa con delle applicazioni di colorate farfalline sul dorso, sembrano poggiarsi delicatamente in volo sui miei seni come se si adagiassero sulla corolla di un fiore. Ho raccolto i miei capelli con un nodo di raso rosso, scendono morbidi sulle mie spalle, mantengono ancora il profumo del bagnoschiuma del mattino; uno sguardo allo specchio... ma come sono sexi anche in vestaglia e a piedi nudi!! E mi faccio anche l'occhiolino,e si, una sicula sexi al nord! Non perdo il senso dell'ironia, quasi mi corteggio da sola!!! Metto la mia musica, prendo qualche libro, ho voglia di rilassarmi con una bella lettura, quasi litigo con Miss, non vuole scendere dalla mia poltroncina, roba da matti. Se n'è fatta padrona, non ci sono più i "gatti di una volta". Sono troppo comodisti,non si contentano più della ceste, lei riposa in poltrona. Oggi a Catania si festeggia la Santa Patrona della mia città, S.Agata, una giovane fanciulla di nobile famiglia di cui si invaghì il proconsole catanese Quinziano; questi non potendo ottenere la sua simpatia la fece torturare fino a farle strappare i seni, ma la santa dopo una visione guarì miracolosamente. Quinziano allora ordinò che fosse bruciata viva, ma un tremendo terremoto scosse Catania; egli allora la fece togliere dalle braci in cui giaceva e la fece mettere in carcere, dove la fanciulla morì dopo qualche ora. Questa ricorrenza è molto sentita nella mia città dove accorrono migliaia di persone per vedere il Fercolo della Santa bambina. Mi spiace tanto non esserci, non poter sentire il grido dei devoti "Cittadini,Evviva S.Agata". Ricordo che da piccola mio padre mi metteva a "cavalluccio"sulle sue spalle per farmi vedre la Santa che passava. La città di notte è illuminata da migliaia di ceri votivi, che i devoti vestiti dai loro "sai" bianchi( cioè antiche camice da notte maschili) portano con fatica sulle spalle per poi donarle alla "Santuzza". Il fercolo o "vara", sul quale è riposto il busto reliquario e lo scrigno, è tutto in argento, ed ancor oggi è preceduto dai "devoti" che sembrano tracciarle una stradina tutta bianca, dove a fatica riesce a muoversi fra la folla dei fedeli, e fa il giro di tutta la città, per poi fermarsi alla fine della notte prima di rientrare al Duomo di Catania, davanti al Convento delle Carmelitane. Le Carmelitane sono suore di clausura, che escono per donarle un fascio di rose bianche accompagnato dal "canto delle vergini", un suggestivo evento che davvero fa emozionare tanto; dopo la riportano in chiesa, accompagnata da spettacolari fuochi d' artificio, dove la santa viene esposta ancora qualche giorno per la gioia dei fedeli. Ecco, vi ho raccontato un pò anche della Santa patrona della mia città, che in queste ore è immersa in un mare di folla, preceduta da caratteristiche candelore e devoti che la circondano, accompagnandola fino alla fine del tragitto con il grido che riempie la notte "Devoti siamo, devoti tutti, cittadini, evviva S.Agata".

venerdì 30 gennaio 2009

Un amore di scorta

Buon giorno, giorno! Il mio primo saluto a te che mi accompagnerai fino alle ombre della sera, quando la luce del sole si affievolirà fino a farmi cullare dalle braccia di Morfeo. Ho da poco fatto la doccia, non ho freddo, la mia camera è ben riscaldata, un morbido accappatoio azzurro mi avvolge, ai piedi comode pantofoline rosa, un turbante fatto da un asciugamani bianco trattiene i miei capelli, qualche ciocca ne esce ribelle lasciando scivolare alcune goccie d'acqua che si insinuano fra i miei seni rosei, freschi, profumati come petali di rosa, procurandomi un leggero brivido; sembrano come voler godere ancora della calda sensazione dell'acqua su di loro, come mani che li sfiorano delicatamente, ma è solo... qualche goccia d' acqua! Passo un pò di crema sulle mie gambe, la mia mano accarezza la pelle delle mie cosce nude e scivola fin giù, una sensazione piacevole, tonificante; sapete, osservando le mie gambe nude, posso dirvi che non sono per niente male! Anzi, se proprio volete saperlo, penso che Angelina Jolie ci penserebbe su per un confronto! Al solito, come sapete, sono modesta: sorrido mentre mi faccio i complimenti da sola! Sono seduta sulla mia poltroncina, osservo la mia camera: ma come fa a ridursi in questo modo pazzescamente disordinato?! Penso me lo faccia apposta, c'è proprio di tutto: calze che scivolano languide da una sedia, pigiama che poltrisce ai piedi del mio letto, manica di un golf che si affaccia da un cassetto semi aperto, trucchi e smalti rovesciati sulla mia tolettina, scarpe sparse sul tappeto che cercano di ricongiungersi alla loro compagna... ma io, imperterrita, cerco di ignorare il tutto, non mi voglio avvilire per la mia camera diciamo un pò ... in disordine! Ok, è solo un pò di disordine, poi ci penserò domani !! Ieri sera ci siamo rivisti con Francesco, abbiamo preso un aperitivo in un bar del Corso della città. Mi ha attesa all'uscita dal lavoro ma io l'avevo già visto dalla finestra del mio ufficio, era lì che attendeva appoggiato alla macchina, ogni tanto alzava gli occhi verso le finestre, ed io lo guardavo dietro la tenda per non farmi notare: un uomo interessante, elegante nel suo cappotto chiaro, il suo volto fresco, giovane, un pò pensieroso, non passava inosservato agli sguardi delle ragazze che passavano dinanzi a lui. Abbiamo parlato a lungo ieri sera, la sua mano mi sfiorava i capelli, indugiava sulla mia, il calore del contatto tra le nostre mani mi piaceva; non mi è piaciuto, invece, sentire nelle sue parole un pò di insofferenza. Mi diceva che "vuole punti fermi con me, vuole chiarezza nel nostro rapporto, non vuole essere un amore di scorta"... e forse ha ragione, devo far chiarezza dentro di me, non posso continuare ad assomigliare alla mia camera, troppa confusione nella mia testa; mi domando, però, si possono amare due uomini allo stesso tempo?? Un bacio, angelo mio, dalla tua Gioia, che è davvero un "pasticcio"!

lunedì 26 gennaio 2009

Una carezza sul cuscino

Ferie finite! Si ricomincia, la vita continua, e per ripetere una frase fatta ... la vita è un palcoscenico dove ognuno di noi recita la sua parte, e così è stato per mio padre, ha "recitato la sua di parte" sul palcoscenico della vita e poi .... è andato via, recitando nel finale una parte drammatica e dolorosa. Ma sò che adesso è lui che ci guarda recitare la nostra di "parte", e noi faremo di tutto per farci applaudire da lui, per non deluderlo nella nostra rappresentazione teatrale... la vita!! Ho ancora dinanzi agli occhi mia madre quel giorno, quando ormai mio padre era già sulla barca di Caronte, lo accarezzava, lo baciava sul viso, non smetteva di dirgli "amore mio, adesso come faccio da sola?!"... raccoglieva il viso di mio padre fra le sue mani, come voler trasmettere il calore della vita sulle guance ormai fredde, rigide. Era come se mentre lo accarezzava per l'ultima volta volesse scolpire nella sua mente il suo viso, le sue dita scivolavano piano sul capo, sulle labbra, sulle palpebre, era il suo amore che giaceva lì dinanzi a lei e lei diceva a tutti, indicando la bara "lì c'è la mia vita, una parte di me se ne va con lui". Io le stavo vicino, mamma si lasciava andare ad un pianto straziante, "mi sento un albero senza radici, come fossi a metà"... questo mi ripeteva, a nulla valevano le nostre carezze, le nostre parole... era la sua vita che se ne andava via!! Non riesco a trattenere le lacrime, scivolano cocenti sulle mie guance , appena riesco digitare, la morte di un genitore ti fa sentire di colpo grande, sai che non ci sarà più la sua presenza, la sua protezione e ti rendi conto di come siamo piccoli di fronte a questi eventi, quando poi, come in questo caso, nulla è stato possibile per dargli la vita. Mamma non è voluta venire con me, ha preferito rimanere a casa sua fra le sue cose, dove tutto parla di mio padre; forse restare le consente ancora di far finta che il suo amore sia vicino a lei, che non sia rimasta ... da sola. Un bacio mamma, la sera continua ad accarezzare il suo cuscino, lui sentirà le tue carezze e chissà, forse un giorno, ci racconterai che ti sei sentita sfiorare il viso dalle sue mani e tu non ti sentirai più da sola.

lunedì 19 gennaio 2009

Il dolce sonno

Alle prime luci dell'alba un angelo si è fermato accanto al capezzale di mio padre, lo ha preso per mano, lo ha baciato sulla fronte, lo ha aiutato ad alzarsi a camminare( quello che per lui, oramai , era solo un sogno) e se l'è portato via con se... ma prima di andarsene ha trovato la forza di dare un ultimo saluto a mia madre, solo una frase: "vita mia, ti ho voluto bene e ti voglio bene più della mia vita". Dormi sereno, ormai non ci saranno più dolori fisici per te, non dovremo darti più false speranze solo per rasserenarti un pò. Il tuo, papà, sarà adesso ... un dolce sonno, per sempre. Un bacio sui tuoi occhi papà, unico amore della mia vita.

lunedì 12 gennaio 2009

Fragole e panna...

Come in tutti gli aereoporti, la confusione era notevole, ma sembrava per me come se ci fossimo solo io e lui. Com'è bello il mio amore! Mi veniva incontro sorridendomi, ci siamo baciati ed abbracciati, senza curarci di nessuno: ogni volta che ci incontriamo sembra come fosse la prima volta. Sapevo che L. aveva predisposto il tutto per il nostro soggiorno a Venezia, ma non sapevo dove, mi diceva "sarà una sorpresa amore mio "... e difatti lo è stata! Un noto e antico albergo, il "Danieli"a Venezia, poco lontano da Piazza S.Marco, ci attendeva. Che meraviglia! Lo conoscevo per fama, ma non vi ero mai stata: il palazzo del Doge Dandolo del XIV secolo, uno sfondo gotico veneziano con marmi rosa, colonne con foglioline d'oro, candelieri di vetro di Murano ed oggetti antichi. Lo sfarzo della grande Hall richiama lussuose atmosfere di un tempo, un imponente scalinata ed i balconi interni, mobili antichi, tende e drappeggi che rievocano l'antico lusso dei nobili veneziani. L. mi teneva per mano, io guardavo estasiata "per te amore mio, non è mai abbastanza", questo mi sussurrava mentre mi sfiorava le labbra con un bacio e i suoi occhi cercavano di carpire ogni mio attimo di felicità. I clienti della hall ci guardavano con discrezione, ma si notava la loro ammirazione, senz'altro la nostra felicità traspariva dai nostri sguardi, eravamo ancora una volta insieme!! Un giovane, biondo, occhi sorridenti, impeccabile nella sua livrea,dai modi cortesi, ci ha accompagnato sin nel nostro appartamento. Una bellissima camera in stile con annesso salottino antico, dalla tapezzeria rosa tenue intrecciato con fili d'oro, il letto dalla grande testiera in coordinato con la tapezzeria, bei lumi di Murano antichi illuminavano l'ambiente, un mirabile lampadario di Murano pendeva dal soffitto egregiamente dipinto , come una cascata di luce. L., il mio amore, aveva predisposto anche per i fiori, i miei preferiti, splendide rose dai colori tenui stavano riposti in magnifici portafiori di Murano e rendevano l'ambiente ancora più magico e romantico. Il balcone si affacciava sulla laguna, le caratteristiche gondole sembravano dondolarsi carezzate dal dolce ondeggiare del mare, i gabbiani volteggiavano nell'aria e si stagliavano nelle luci colorate del tramonto, nugoli di piccioni erano intenti a beccare qualche briciola per terra sulla piazza. Ero intenta ad ammirare tutto questo, quando L. mi abbraccia alle spalle, gli ho detto "se è tutto un sogno, amore mio, non mi svegliare"... com'era caldo il suo abbraccio, le sue labbra mi baciavano sul collo, io poggiavo la mia testa sul suo petto ancora fresco di profumi di sali da doccia. Le sue mani dolcemente mi carezzavano i seni, mi cominciava a sbottonare la mia camicetta, ed ad ogni bottone sfilato mi baciava sul seno sul collo... per lui avevo indossato una nuova lingerie di seta rossa bordata di pizzo nero, i miei seni affioravano con superbia man mano che lui mi spogliava. Li raccoglieva fra le mani, ne sentiva il profumo, li sfiorava dolcemente con le labbra, scendeva piano con le sue mani sui mie fianchi, indugiava con le sue dita sulle mie coulotte, passava la sua mano sotto il pizzo sfiorandomi dolcemente, le sue dita non si fermavano scendevano ancora più giù... la sua bocca sul mio corpo sembrava voler raccogliere ogni mio brivido. Il suo accappatoio ormai giaceva per terra, il suo corpo era lì, aspettavava di essere amato da me,di essere ancora una volta tutto per me. Due coppe di cristallo con fragole e panna stavano sul piccolo tavolo del salotto. L. ne prese una e cominciò a far scivolare il succoso frutto sul mio seno, e man mano la intingeva di panna e la poggiava sui miei capezzoli, l'assaporava poi passando delicatamente la sua lingua sopra, ne godeva la dolcezza... continuava questo gioco sul mio ventre, poi piano, dolcemente, la sua lingua seguiva la scia che il dolce frutto lasciava. E iniziammo così a far scivolare sui nostri corpi; le fragole e la panna e poi le nostre labbra si divertivano a gustarne il sapore, era un eccitante sensazione che mi faceva godere di immenso piacere. Le risate si confondevano con i nostri gemiti, era bellissimo essere amata da L., io non mi saziavo di baciarlo, le mie labbra lo cercavano, la mia bocca... lo voleva, voleva tutto di lui, il suo sapore, il suo umore... la sua eccitazione e le mie mani mi accompagnavano in questa dolce ricerca... di lui!! Questo gioco d'amore continuò fino all'ultima... fragola. Un giorno, non molto tempo fa, il mio era solo un sogno d'amore, oggi io lo vivo ! Un bacio amore mio, vita mia.

martedì 6 gennaio 2009

I miei giorni felici - Prima parte

Benvenuto nuovo anno! E si, un altro anno è trascorso, un altro inizia ed io immagino lo scorrere del tempo come fosse guidato da Nostro Signore, seduto sulle nuvole, con la sua candida barba bianca, attorniato da giocosi angioletti che si divertono a volare rincorrendosi fra loro, e lui sul suo trono fatto di luce celestiale che fa scivolare fra le dita un "filo"... il tempo! Per alcuni il filo è corto, per altri ricco di nodi, per altri liscio e scorrevole... il filo che scorre fra le sue dita è il tempo che inesorabile passa, è la nostra vita che scivola fra le sue mani!! E' appena mattino, al solito mi son svegliata presto, ma la luce del giorno stenta ad entrare nelle mia camera, certamente ci sarà brutto tempo, qui ci tengono a" rispettare l'inverno!". O nevica, o il vento ti fa volare, non si permettono affatto una bella giornata di sole, sono molto rigidi... come il loro inverno! Indosso un morbido pigiama di flanella bianco, sul dorso sono ricamati dei cavallini a dondolo colorati, sembrano cullarsi sui miei seni che appaiono appena dalla scollatura, forse timorosi del freddo, se ne stanno ben coperti e rinunciano a mostrarsi... con il freddo hanno perso un pò di vanità!! La Miss, la mia dolce gattina, dorme pacificamente sotto il mio piumone, le si vedono appena le orecchie. Ho messo le cuffie, ascolto un pò della mia musica, "Father and Son" di Cat Stevens; ti penso papà, un bacio sui tuoi occhi. Non voglio rattristirmi, ho tanta voglia di raccontare, passo la mia mano sulle guance per togliere le lacrime che scendono sul mio viso, mi manca papà! Vi voglio raccontare del mio amore L. Ha avuto alcuni giorni di congedo e li abbiamo trascorsi inseme; ieri sera ci siamo sentiti, quanto sembrava ancora vicino a me, non smetteva di dirmi che gli mancavo tanto, che riusciva ancora a sentire il mio profumo sui suoi vestiti e li avvicinava al suo viso per sentirmi ancora vicina a lui. Che ci posso fare! Io quest'uomo lo sento dentro di me, è come adrenalina pura che scatena tutto in me! Aspettavo il suo ritorno, sapevo del suo congedo e nonostante le mie vicessitudini familiari, io fremevo per rivederlo. Quel giorno sono andata a prenderlo all'aereoporto, indossava la mimetica, l'ho intravisto subito tra la folla....