Rieccomi, ho avuto molti impegni ed ho trascurato il mio blog, prometto che cercherò di non farlo più. Sono quì con il mio pc, avrei tante cose da raccontarvi, anche grosse novità nella mia vita, pian piano mi riprometto di trascriverle. Ascolto una bellissima canzone, "How to save a life", e poco fa leggevo su internet un articolo curioso ma interessante riguardante il mondo delle chat e di amori virtuali e non... anche l'amore si adegua coi tempi, s'affaccia sul mondo della tecnologia, si formano coppie, nascono relazioni e delle volte si sposano anche, e il tutto inizia da due nick che s' incontrano su di un rullo magnetico... come cambiano i tempi! Ma se è amore va bene anche così, amore nato in una chat, bello no? Sapete un'esperienza così l' ha vissuta una mia cara amica, Annamaria, m'assomiglia molto caratterialmente, è un pò più grande d'età è inserita nel mio stesso contesto lavorativo anche se in due campi diversi, alta, castana sia di capelli che di occhi, ci accomunano lo stesso amore per la musica classica e quello per i gatti, infatti ne ha due anche lei. Annamaria è stata sfortunata nella sua vita di coppia, il suo compagno era un uomo violento e spesso me la vedevo arrivare piangendo, non le chiedevo nulla perchè già capivo tutto, mi limitavo solo a starle vicina così come si fa ad un amica che soffre, ci confidiamo tutto nei minimi particolari. Un giorno venne a casa mia, era un pò giù e non era da lei, è così solare, allegra, ha sempre la battuta pronta per dare un sorriso; lei è così, ha imparato ad esserlo nonostante la vita non sia stata magnanima con lei. Mi meravigliava il suo modo di stare così silenziosa, pensierosa, capivo che voleva dirmi qualcosa e non riusciva, la spronavo a farlo e lei girava il discorso, ma capivo che doveva esser qualcosa d'importante... o meglio qualcosa che le faceva male dentro anche solo a raccontarmelo. La incoraggiavo dicendole "sù Annamaria, racconta, che la fai lunga oggi!"... tanto sapevo che stava per "vuotare il sacco", che era venuta per questo. Iniziò così, come stesse raccontandomi una fiaba, si accomodò sulla mia poltrona( anzi sulla poltrona della mia cara gattina Miss) e iniziò:"sai che io frequento una chat vero?'"... e si che lo sapevo! Nulla di male, può anche far rilassare, io mi misi sdraiata di fianco sul mio letto di fronte a lei, mano appoggiata sulla guancia e annuì con il capo. Capivo che stava per confidarmi qualcosa a lei molto caro, e posi tutta la mia attenzione... Inizio il racconto: "Una mattina ero in chat con amiche, quando a un certo punto entrò un nick originale, dolce maschio carino; m' incuriosiva, e cominciai a stuzzicarlo, lui rispondeva educatamente, la mia amica Eleonora mi contattava in privato e mi diceva "dai sfottiamolo un pò,divertiamoci Annamaria, prendilo in giro, affascinalo, fallo innamorare " e ridevamo su questi progetti ma nati solo così tanto per scherzare, poi avrei posto fine al tutto se la cosa si fosse fatta seria. La mia amica Eleonora si premurò in seguito a informarmi che il bel " dolce maschio carino" era sposato e con tre figli, benestante e anche un bell'uomo, lei diceva di conoscerlo dato che erano della stessa regione e che la divertiva che lo schernissimo... e così facevamo, quando entrava in chat io mi divertivo con lui, lo incoraggiavo a corteggiarmi, pensavo in testa mia .... "poi vedi come ti mando di brutto caro mio!" Passavano i giorni e il legame con lui era fatto di parole appassionate sempre più convincenti, da parte sua si stava davvero innamorando ma io sapevo di lui e la situazione non mi andava più a genio, il fatto che fosse sposato e con figli, anche se non mi diceva nulla, non mi portava ad interessarmi di lui e il gioco non mi piaceva più, spesso gli dicevo "non devi amarmi, devi odiarmi, così ti allontani da me"... gliene facevo di tutti i colori, in chat la sera lo facevo ingelosire scherzando con un amico, lo piantavo in asso sia in chat che in msn, ma lui non demordeva anzi sembrava accanirsi di più, mi cercava, mi rivelava il suo amore ed io sempre riluttante lo respingevo". Ascoltavo Annamaria, sembrava un fiume in piena, spesso portava il pollice sulle labbra nervosamente, ne mordicchiava l'unghia, era intenta a raccontare e delle volte appogiava il capo sullo schienale della poltrona socchiudendo gli occhi, come a prender fiato per continuare a raccontarmi quello che capivo fosse non più un banale scherzo di chat ma era avvenuta la fusione di due mondi, quello virtuale con la vita reale, quei due mondi paralleli che un semplice pc congiunge. Annamaria ogni tanto passava le sue mani fra i capelli nervosamente, era troppo presa dal suo raccontarmi ,mi diceva che in seguito avevano preso l'abitudine di passare, la sera specialmente, lunghe ore su msn dove lui parlava di sè della sua infanzia della sua vita... mai confessandole che fosse sposato. Lei pian piano cominciava ad esser attratta da quest'uomo dall'infanzia infelice che si era fatto tutto da solo ed era riuscito a conquistarsi un posto nella società che conta. Capiva attraverso i suoi scritti che era un uomo con una gran voglia d'amare e di esser amato che aveva dato tanto a tutti solo per farsi apprezzare ma che poco gli era stato ricambiato. La sua ferma decisione di non andare avanti nel rapporto con lui cominciava a vacillare.....
lunedì 12 ottobre 2009
Un dolce amore... di chat - Prima parte
Rieccomi, ho avuto molti impegni ed ho trascurato il mio blog, prometto che cercherò di non farlo più. Sono quì con il mio pc, avrei tante cose da raccontarvi, anche grosse novità nella mia vita, pian piano mi riprometto di trascriverle. Ascolto una bellissima canzone, "How to save a life", e poco fa leggevo su internet un articolo curioso ma interessante riguardante il mondo delle chat e di amori virtuali e non... anche l'amore si adegua coi tempi, s'affaccia sul mondo della tecnologia, si formano coppie, nascono relazioni e delle volte si sposano anche, e il tutto inizia da due nick che s' incontrano su di un rullo magnetico... come cambiano i tempi! Ma se è amore va bene anche così, amore nato in una chat, bello no? Sapete un'esperienza così l' ha vissuta una mia cara amica, Annamaria, m'assomiglia molto caratterialmente, è un pò più grande d'età è inserita nel mio stesso contesto lavorativo anche se in due campi diversi, alta, castana sia di capelli che di occhi, ci accomunano lo stesso amore per la musica classica e quello per i gatti, infatti ne ha due anche lei. Annamaria è stata sfortunata nella sua vita di coppia, il suo compagno era un uomo violento e spesso me la vedevo arrivare piangendo, non le chiedevo nulla perchè già capivo tutto, mi limitavo solo a starle vicina così come si fa ad un amica che soffre, ci confidiamo tutto nei minimi particolari. Un giorno venne a casa mia, era un pò giù e non era da lei, è così solare, allegra, ha sempre la battuta pronta per dare un sorriso; lei è così, ha imparato ad esserlo nonostante la vita non sia stata magnanima con lei. Mi meravigliava il suo modo di stare così silenziosa, pensierosa, capivo che voleva dirmi qualcosa e non riusciva, la spronavo a farlo e lei girava il discorso, ma capivo che doveva esser qualcosa d'importante... o meglio qualcosa che le faceva male dentro anche solo a raccontarmelo. La incoraggiavo dicendole "sù Annamaria, racconta, che la fai lunga oggi!"... tanto sapevo che stava per "vuotare il sacco", che era venuta per questo. Iniziò così, come stesse raccontandomi una fiaba, si accomodò sulla mia poltrona( anzi sulla poltrona della mia cara gattina Miss) e iniziò:"sai che io frequento una chat vero?'"... e si che lo sapevo! Nulla di male, può anche far rilassare, io mi misi sdraiata di fianco sul mio letto di fronte a lei, mano appoggiata sulla guancia e annuì con il capo. Capivo che stava per confidarmi qualcosa a lei molto caro, e posi tutta la mia attenzione... Inizio il racconto: "Una mattina ero in chat con amiche, quando a un certo punto entrò un nick originale, dolce maschio carino; m' incuriosiva, e cominciai a stuzzicarlo, lui rispondeva educatamente, la mia amica Eleonora mi contattava in privato e mi diceva "dai sfottiamolo un pò,divertiamoci Annamaria, prendilo in giro, affascinalo, fallo innamorare " e ridevamo su questi progetti ma nati solo così tanto per scherzare, poi avrei posto fine al tutto se la cosa si fosse fatta seria. La mia amica Eleonora si premurò in seguito a informarmi che il bel " dolce maschio carino" era sposato e con tre figli, benestante e anche un bell'uomo, lei diceva di conoscerlo dato che erano della stessa regione e che la divertiva che lo schernissimo... e così facevamo, quando entrava in chat io mi divertivo con lui, lo incoraggiavo a corteggiarmi, pensavo in testa mia .... "poi vedi come ti mando di brutto caro mio!" Passavano i giorni e il legame con lui era fatto di parole appassionate sempre più convincenti, da parte sua si stava davvero innamorando ma io sapevo di lui e la situazione non mi andava più a genio, il fatto che fosse sposato e con figli, anche se non mi diceva nulla, non mi portava ad interessarmi di lui e il gioco non mi piaceva più, spesso gli dicevo "non devi amarmi, devi odiarmi, così ti allontani da me"... gliene facevo di tutti i colori, in chat la sera lo facevo ingelosire scherzando con un amico, lo piantavo in asso sia in chat che in msn, ma lui non demordeva anzi sembrava accanirsi di più, mi cercava, mi rivelava il suo amore ed io sempre riluttante lo respingevo". Ascoltavo Annamaria, sembrava un fiume in piena, spesso portava il pollice sulle labbra nervosamente, ne mordicchiava l'unghia, era intenta a raccontare e delle volte appogiava il capo sullo schienale della poltrona socchiudendo gli occhi, come a prender fiato per continuare a raccontarmi quello che capivo fosse non più un banale scherzo di chat ma era avvenuta la fusione di due mondi, quello virtuale con la vita reale, quei due mondi paralleli che un semplice pc congiunge. Annamaria ogni tanto passava le sue mani fra i capelli nervosamente, era troppo presa dal suo raccontarmi ,mi diceva che in seguito avevano preso l'abitudine di passare, la sera specialmente, lunghe ore su msn dove lui parlava di sè della sua infanzia della sua vita... mai confessandole che fosse sposato. Lei pian piano cominciava ad esser attratta da quest'uomo dall'infanzia infelice che si era fatto tutto da solo ed era riuscito a conquistarsi un posto nella società che conta. Capiva attraverso i suoi scritti che era un uomo con una gran voglia d'amare e di esser amato che aveva dato tanto a tutti solo per farsi apprezzare ma che poco gli era stato ricambiato. La sua ferma decisione di non andare avanti nel rapporto con lui cominciava a vacillare.....
martedì 29 settembre 2009
Vorrei...
Vorrei esser il primo raggio di sole per baciare il tuo visoVorrei poter esser con te la notte per farti conoscere il paradiso
Vorrei esser l'acqua che scivola sulla tua pelle per sentire il tuo corpo fremere fra le mie mani
Vorrei esser per te la serenità del tuo domani
Vorrei esser un alito di vento per carezzarti e darti un bacio sulle labbra per svegliarti
Vorrei esser la tua gioia nei giorni cupi per regalarti un sorriso
e illuminare il tuo dolce viso
Vorrei esser mille cose per te
ma solo una per me....
stare accanto a te
Gioia
sabato 19 settembre 2009
L'amore è vita
Sono nella mia camera ,sul mio letto sdraiata ,su fresche e candide lenzuola e con il mio pc.Indosso un vestitino leggero con una fantasia di fiori dai bei colori tenui,fuori non è una bella serata anzi minaccia pioggia ma fa ancora caldo.Sono messa a "pancia in giù",i capelli trattenuti da un grosso fermaglio stentano a rimanere in ordine e qualche ciocca scivola sul mio viso,adesso mi sto guardano il seno che al solito fa bella mostra dalla scollatura,ma stasera se ne sta timidamente nascosto,giocherello con le gambe, ho i miei gattini vicino a me ,Miss è sulla mia, anzi ormai la sua poltrona e sonnecchia , l'altro gatto Andrèè,anche chiamato da me ,gatto papero, un bellissimo cucciolo di gatto rosso striato bianco,gioca con il bordo del mio vestito che ad ogni movimento delle mie gambe si muove ed ha lui sembra un gioco.Ogni tanto mi passeggia sulla schiena,ha un passo così delicato felpato,si avvicina con il suo musetto al mio viso,mi guarda come per vedere cosa stia facendo e poi ritorna sui suoi passi.Sapeste quanto è coccolone,mi scambia per la sua mamma .Ama dormire sul mio fianco mentre gli tocco la zampina e dormiamo così delle volte io che gli tocco la zampina e lui che mi fa le fusa.Mi fanno compagnia,con loro ci parlo anche, sembra che mi capiscano per come mi rispondono miagolando guardandomi in viso.Io li adoro questi gattini.Stavo rileggendo alcuni post del mio blog,quanta verità ho trascritto in quelle pagine!Quest'uomo che ho amato da morire,m'ha lasciata tanta amarezza e dolore dentro e certe sue parole risuonano spesso nella mia testa" o mia o di nessuno nemmeno dopo morto ricordalo!"sembra come una maledizione,ho provato ad innamorarmi per cercare di colmare quel vuoto interiore che è dentro di me ,ma sempre con risultato negativo.S'innamorano di me,ma io ho paura di farlo per non soffrire ancora ,e quando anche non volendo è successo,ecco che quella frase si avverà.Avviene sempre un qualcosa o qualcuno che ci fa allontanare,ed io ricomincio a stare male,a soffrire come una bestia ferita.Forse sbaglio io ad essere restia nel rapporto a non lasciarmi andare completamente ,come vorrebbero o ho solo paura d' amare e così svanisce tutto.Ma è anche vero che delle volte la parola amore si pronuncia troppo facilmente,senza darne il giusto significato e finisci per crederci e poi ti accorgi che è stato solo un gioco crudele,che chi ti ha detto "ti amo"è solo uno come quei tanti che dicendolo ti illudono che sia amore vero.L'amore è vero che è vita ma se poi svanisce ti toglie un pò di vita!
martedì 8 settembre 2009
Gioia e l'insofferenza
Sembrava fosse già tutto scritto e definito il mio futuro con Giuseppe, come la trama di un film di cui spesso si sa già il finale "e vissero felici e contenti"... nel film! Ma la realtà cominciava a farmi vedere un altro finale della relazione, iniziavano a starmi "strette "tante cose, no che non l'amassi più, ma forse crescere e confrontarmi un pò con delle mie coetanee mi apriva gli occhi su un altro modo di vedere il nostro rapporto. Sempre più di frequente ero insofferente alle sue costrizioni, non c'era nulla di male se delle amiche mi invitavano ad uscire per fare shopping o se mi attardavo a chiaccherare con i colleghi nell'atrio della mia facoltà, o se scambiavo con alcuni di loro il numero del cellulare... quest'ultima, poi, una tragedia! Mi richiamava subito e se io mi ribellavo con flebili proteste, Giuseppe mi faceva lezioni di "saper vivere": "non vedi come vanno vestite le tue amiche? Lo sai il detto, se ti unisci a loro ti considereranno poi tale". Continuava "Non sta bene che ti soffermi a chiaccherare con dei colleghi fuori dall'aula, sanno tutti chi sei, vuoi che poi ridano di me?Il cellulare! Ma scherzi, è una cosa molto personale non devi dare il tuo numero a nessuno". Insomma, oltre che dare lezioni della sua materia ai suoi studenti a me impartiva lezioni di vita, di vita da reclusa! Ho concluso questa frase quasi con rabbia, perchè i miei pensieri tornano indietro e alcuni non li vivo bene, lui avvertiva la mia insofferenza che sempre più a fatica riusciva a soffocare. Alle volte mi sentivo come un cavallo rinchiuso in un recinto, animale che amo perchè mi dà l'idea di libertà, mi sentivo co
me uno di loro, tenuto però a briglie strette da lui,ma ad ogni suo strappo mordevo il morso e alzavo il capo fiera, come per volergli far capire che non volevo abbassare più la testa, e non curante dei colpi di sperone per indurmi a sottostare, io reagivo invece inarcando la schiena cercando di disarcionarlo per correre libera e sola nelle praterie. Forse tutto ciò traspariva nel mio sguardo, nelle mie reazioni alle sue "paternali"... poi m'abbracciava stretto a sè e mi diceva "ma come scalpita la mia sicula ribelle"... ed io mi scioglievo come neve al sole! Ecco bastava mi stringesse fra le sue braccia, o sentire le sue labbra sulle mie, su di me, sentirmi accarezzare dalle sue mani che scivolavano sul mio corpo come il tocco di una piuma che mi procurava brividi di piacere immenso ed io m'abbandonavo a lui... come sempre.
martedì 1 settembre 2009
Gioia e l'amore - Quinta parte
Passavano gli anni, il tempo scorreva inesorabilmente e Giuseppe era sempre accanto a me. Lui gestiva la mia vita in tutto e per tutto. Penserete che non m'importasse, che mi lasciavo trascinare come acque di un ruscello: in effetti ero talmente in simbiosi che non me ne accorgevo. Giuseppe mi comprava anche i vestiti a suo gusto, come se vestisse la sua bambola! Mi teneva lontano dalle mie amicizie, non erano adatte a me diceva, mi lasciò scegliere solo la facoltà che più mi piaceva e che secondo lui era adatta a me, ma solo perchè era quasi al suo livello intellettuale, figuratevi se avessi scelto una facoltà di mediocre interesse culturale! Oggi sapete penso a quei periodi, mi sembrava di essere una farfalla nella sua crisalide, ovvero c'è, esiste, ma è chiusa dentro una prigione e aspetta solo di liberarsi dell'involucro e di "volare" da sola per poter godere delle meraviglie della natura. Mi bastava poco per essere felice, le sue carezze, i suoi baci, stare fra le sue braccia mi faceva toccare "il cielo con un dito", non m'importava altro... e non m'accorgevo che teneva stretta nelle sua mano la mia crisalide! La sua presenza a casa mia ormai era normale, anche il cibo sceglieva per me; io amo il pesce, è uno dei miei piatti preferiti... e lui sapete cosa faceva? Prima di andare a lezione all'università andava alla pescheria di buon mattino e mi comprava il pesce, diceva che "solo al mattino si trova il migliore", lo portava a mamma e la consigliva anche su come cucinarmelo... "qui c'è il pesce pa picciridda mia", così solea dire come a volermi nutrire del suo amore anche materialmente. Mamma sbuffava quando Giuseppe, come anzidetto, le consigliava il modo di prepararmelo, e lei che non bada tanto a certi crismi spesso lo minacciava che glielo avrebbe tirato addosso se non l'avesse fatta fare a modo suo. Mamma gli ricordava che ero figlia sua, e che sapeva bene cosa mi piaceva o meno, con quel sorriso ironico che accompagnava le sue parole e ch dietro nascondeva tanta insofferenza! Poi se avevo una lezione andavamo insieme all'università, ma prima si accertava che avessi un abbigliamento "idoneo"ad uscire... guai a vestir
mi a modo mio, se indossavo un panta-collant con sopra un golf molto lungo o jeans e golfini un pò aderenti, il suo commento era sempre lo stesso:"ti sei vestita da stronzetta, lo sai che non mi piace!"... Così, mestamente non replicavo,mi cambiavo, lui mi sceglieva ciò che dovevo indossare e mi stringeva a se baciandomi... "questa è adesso la mia bambolina!".Passiva, cieca, sorda?No! Solo innamorata, al punto da vivere in funzione sua e solo per lui, solo per farlo felice così com'ero io accanto a lui! Sapete mentre scrivo e mi racconto, anche se può sembrarvi strano, mi viene un nodo alla gola, perchè Giuseppe mi amava davvero, di quell'amore folle, ossessivo... ma era davvero amore a modo suo. Amore, con la A maiuscola, perchè spesso è facile dire "Ti amo", per alcuni è solo un modo di dire o addirittura altri lo dicono per ingannare, perchè non sanno cos'è l'amore e non l'hanno mai vissuto, e credono che pronunciare questa parola sia normale in certi momenti... non sanno che fanno peccato offendendo sia il sentimento sia la persona a cui la rivolgi, e rimangono solo persone vuote dentro che l'amore non sanno nemmeno come si scrive!!martedì 21 luglio 2009
Gioia e l'amore - parte quarta
Da quel giorno mi sentivo cambiata, non so il perchè, anche se esteriormente il mio fisico era sempre lo stesso interiormente mi sentivo diversa, come fossi più grande, senz'altro una sensazione personale o da accreditare al mio rapporto con Giuseppe, l'esser stata sua era stato bellissimo però stranamente mi creava anche le prime melanconie: quando non ci vedevamo stavo giù, mi mancava... alle volte soffrivo di inappentenza quando sapevo che doveva venire a casa o ci dovevamo incontrare al solito di nascosto. Mi prendeva un "pugno allo stomaco", non riuscivo a mangiare, spizzicavo appena per la gioia dei mie fratelli che non solo mi sfottevano per ciò ma addirittura uno di loro ne approfittava per fare del mio pranzo un bis al suo. Per lui a tavola non ci son problemi, tutt'oggi lo chiamo "catena di montaggio" e sapete il perchè?? Perchè è un tritatutto, mangia di tutto, non ha problemi e credetemi che se le stoviglie fossero commestibili... non ci sarebbe nemmeno bisogno di lavare piatti perchè anche quelli si mangerebbe... poi dove si metta tutto questo cibo non lo so. Mantiene un fisico robusto ma non grasso, è una montagna di muscoli, dargli un pizzicotto è un'impresa, alle volte mi faccio male alle dita!! Ancor oggi quando ci rivediamo mi prende in braccio come quando ero piccola e mi fa anche saltare fra le sue braccia, mentre io urlo dalla paura ma sono anche divertita da ciò. Del mio cambiamento invece se n'era accorto mio padre; sapete, fra noi due, padre e figlia, esisteva un rapporto particolare, una simbiosi, come se madre natura mi avesse attaccata a lui con il cordone ombelicale. Un pomeriggio ero nella mia cameretta, al solito con la mia musica immersa nella lettura, quando sentii bussare alla porta accompagnato da un "posso entrare?". Era mio padre, non si permetteva mai di entrare nella mia camera senza prima bussare o chiedermi il permesso di entrare, era fatto così, vecchia maniera, con i suoi modi educati e rispettosi. Un bacio a te papà. Entrò timidamente nella mia camera, dove al solito, per non smentirmi, il disordine regnava sovrano... ma a lui non importava tutto ciò, non era come mamma che si lagnava sempre di non capire come ci potevo vivere in quel modo e bla bla e bla... quale modo, pensavo io?? A me sembrava tutto a posto!! E poi si dice che il troppo ordine sia indice di mediocrità ed io allora penso di essere almeno da ottimo in materia di disordine! Sorrido, penso che mamma avesse proprio ragione, la mia stanza era peggio di un accampamento di sfollati! Papà si sedette vicino a me, sul bordo del letto, lo ricordo come fosse adesso, nella sua giacca da camera
bordeuax, sempre con la camicia e la cravatta, non la toglieva nemmeno sotto la giacca da camera. Alto, robusto, molto somigliante nel fisico a mio fratello, occhi chiari come i miei e capelli che ormai avevano dato spazio da tempo al color dell argento. Capìì subito che mi voleva parlare, ma non di cose di routine giornaliere; mi prese la mano, come faceva lui, e la tenne fra le sue, un modo per sentirsi più vicino a me, e disse "Gioiuzza, gioia mia, dimmi papà, cos'hai in questo periodo?". Lo guardavo negli occhi, volevo confessargli tutto, però mi trattenni, avevo un nodo alla gola, ero emozionata, riuscii solo a fargli una domanda di risposta "papà, si può amare un uomo fino a sentire che ti ha rubato l'anima, che è tutta la tua vita?" e lui "Non solo questo, ma fino anche a sentire che sarà parte di te per tutta la vita e che lo amerai per sempre". Lo abbracciai stretto a me, e gli sussurrai appena all'orecchio "io lo provo tutto questo", detto quasi come un sospiro, pensando che forse nemmeno mi avesse sentita.Lo baciai sugli occhi, sulla fronte, come piaceva a lui, che mi capiva perchè amava mamma più della sua vita.mercoledì 8 luglio 2009
Gioia e l'amore - parte terza
Alla fine ci ritrovammo abbracciati l'un l'altro, un leggero velo di sudore sui nostri corpi, restò ancora un pò su di me, dentro di me, e mi guardava come fossi un angelo, sul suo volto traspariva tutta la sua felicità, il suo sguardo mi trasmetteva tutto il suo amore; si sollevò da me baciandomi ancora una volta sulle labbra, le mie braccia si disciolsero dall'abbraccio che mi aveva reso sua, si accostò al mio fianco, mi piaceva sentire ancora il contatto del suo corpo con il mio. Lui passava le sue dita fra i miei capelli, sul mio viso, silenziosamente, continuava ad accarezzarmi il seno, la sua mano sfiorava il mio ventre scivolava giù sino al mio pube, poi si avvicinò, chinò il capo e lo baciò. Poggiò delicatamente il suo viso su di esso, potevo sentire il calore del suo respiro, le mie mani sfioravano i suoi capelli come a volerlo accompagnare in questi gesti che mi procuravano un'emozione fortissima. Indugiò ancora un pò carezzandomi le cosce, sfiorava con le sue labbra i miei seni e si fermò sulle mie labbra, sussurrandomi ancora una volta "sei mia, solo mia per sempre" baciandomi dolcemente. Sei mia, solo mia per sempre... una frase che Giuseppe aveva scolpito nel suo cervello e tatuato idealmente sulla mia pelle. Sembrano solo parole, ma nel mio caso erano come se avessi stipulato un contratto, scritto con inchiostro indelebile, e rispecchiavano esattamente il loro significato. Il suo amore era possessivo, protettivo, ossessivo, ma anche dolce, passionale, intenso... ma è stato ed è sempre vero amore. Io non ero da meno, la mia vita ruotava attorno a lui, lui era davvero parte di me... e non è una frase fatta! Io me lo sentivo dentro, amore di bambina, penserete, ricerca riflessa della figura paterna, un padre che adoravo, fascino per un uomo maturo sensuale... insomma il mio era un amore immenso, viscerale, verso Giuseppe.
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