venerdì 30 gennaio 2009

Un amore di scorta

Buon giorno, giorno! Il mio primo saluto a te che mi accompagnerai fino alle ombre della sera, quando la luce del sole si affievolirà fino a farmi cullare dalle braccia di Morfeo. Ho da poco fatto la doccia, non ho freddo, la mia camera è ben riscaldata, un morbido accappatoio azzurro mi avvolge, ai piedi comode pantofoline rosa, un turbante fatto da un asciugamani bianco trattiene i miei capelli, qualche ciocca ne esce ribelle lasciando scivolare alcune goccie d'acqua che si insinuano fra i miei seni rosei, freschi, profumati come petali di rosa, procurandomi un leggero brivido; sembrano come voler godere ancora della calda sensazione dell'acqua su di loro, come mani che li sfiorano delicatamente, ma è solo... qualche goccia d' acqua! Passo un pò di crema sulle mie gambe, la mia mano accarezza la pelle delle mie cosce nude e scivola fin giù, una sensazione piacevole, tonificante; sapete, osservando le mie gambe nude, posso dirvi che non sono per niente male! Anzi, se proprio volete saperlo, penso che Angelina Jolie ci penserebbe su per un confronto! Al solito, come sapete, sono modesta: sorrido mentre mi faccio i complimenti da sola! Sono seduta sulla mia poltroncina, osservo la mia camera: ma come fa a ridursi in questo modo pazzescamente disordinato?! Penso me lo faccia apposta, c'è proprio di tutto: calze che scivolano languide da una sedia, pigiama che poltrisce ai piedi del mio letto, manica di un golf che si affaccia da un cassetto semi aperto, trucchi e smalti rovesciati sulla mia tolettina, scarpe sparse sul tappeto che cercano di ricongiungersi alla loro compagna... ma io, imperterrita, cerco di ignorare il tutto, non mi voglio avvilire per la mia camera diciamo un pò ... in disordine! Ok, è solo un pò di disordine, poi ci penserò domani !! Ieri sera ci siamo rivisti con Francesco, abbiamo preso un aperitivo in un bar del Corso della città. Mi ha attesa all'uscita dal lavoro ma io l'avevo già visto dalla finestra del mio ufficio, era lì che attendeva appoggiato alla macchina, ogni tanto alzava gli occhi verso le finestre, ed io lo guardavo dietro la tenda per non farmi notare: un uomo interessante, elegante nel suo cappotto chiaro, il suo volto fresco, giovane, un pò pensieroso, non passava inosservato agli sguardi delle ragazze che passavano dinanzi a lui. Abbiamo parlato a lungo ieri sera, la sua mano mi sfiorava i capelli, indugiava sulla mia, il calore del contatto tra le nostre mani mi piaceva; non mi è piaciuto, invece, sentire nelle sue parole un pò di insofferenza. Mi diceva che "vuole punti fermi con me, vuole chiarezza nel nostro rapporto, non vuole essere un amore di scorta"... e forse ha ragione, devo far chiarezza dentro di me, non posso continuare ad assomigliare alla mia camera, troppa confusione nella mia testa; mi domando, però, si possono amare due uomini allo stesso tempo?? Un bacio, angelo mio, dalla tua Gioia, che è davvero un "pasticcio"!

lunedì 26 gennaio 2009

Una carezza sul cuscino

Ferie finite! Si ricomincia, la vita continua, e per ripetere una frase fatta ... la vita è un palcoscenico dove ognuno di noi recita la sua parte, e così è stato per mio padre, ha "recitato la sua di parte" sul palcoscenico della vita e poi .... è andato via, recitando nel finale una parte drammatica e dolorosa. Ma sò che adesso è lui che ci guarda recitare la nostra di "parte", e noi faremo di tutto per farci applaudire da lui, per non deluderlo nella nostra rappresentazione teatrale... la vita!! Ho ancora dinanzi agli occhi mia madre quel giorno, quando ormai mio padre era già sulla barca di Caronte, lo accarezzava, lo baciava sul viso, non smetteva di dirgli "amore mio, adesso come faccio da sola?!"... raccoglieva il viso di mio padre fra le sue mani, come voler trasmettere il calore della vita sulle guance ormai fredde, rigide. Era come se mentre lo accarezzava per l'ultima volta volesse scolpire nella sua mente il suo viso, le sue dita scivolavano piano sul capo, sulle labbra, sulle palpebre, era il suo amore che giaceva lì dinanzi a lei e lei diceva a tutti, indicando la bara "lì c'è la mia vita, una parte di me se ne va con lui". Io le stavo vicino, mamma si lasciava andare ad un pianto straziante, "mi sento un albero senza radici, come fossi a metà"... questo mi ripeteva, a nulla valevano le nostre carezze, le nostre parole... era la sua vita che se ne andava via!! Non riesco a trattenere le lacrime, scivolano cocenti sulle mie guance , appena riesco digitare, la morte di un genitore ti fa sentire di colpo grande, sai che non ci sarà più la sua presenza, la sua protezione e ti rendi conto di come siamo piccoli di fronte a questi eventi, quando poi, come in questo caso, nulla è stato possibile per dargli la vita. Mamma non è voluta venire con me, ha preferito rimanere a casa sua fra le sue cose, dove tutto parla di mio padre; forse restare le consente ancora di far finta che il suo amore sia vicino a lei, che non sia rimasta ... da sola. Un bacio mamma, la sera continua ad accarezzare il suo cuscino, lui sentirà le tue carezze e chissà, forse un giorno, ci racconterai che ti sei sentita sfiorare il viso dalle sue mani e tu non ti sentirai più da sola.

lunedì 19 gennaio 2009

Il dolce sonno

Alle prime luci dell'alba un angelo si è fermato accanto al capezzale di mio padre, lo ha preso per mano, lo ha baciato sulla fronte, lo ha aiutato ad alzarsi a camminare( quello che per lui, oramai , era solo un sogno) e se l'è portato via con se... ma prima di andarsene ha trovato la forza di dare un ultimo saluto a mia madre, solo una frase: "vita mia, ti ho voluto bene e ti voglio bene più della mia vita". Dormi sereno, ormai non ci saranno più dolori fisici per te, non dovremo darti più false speranze solo per rasserenarti un pò. Il tuo, papà, sarà adesso ... un dolce sonno, per sempre. Un bacio sui tuoi occhi papà, unico amore della mia vita.

lunedì 12 gennaio 2009

Fragole e panna...

Come in tutti gli aereoporti, la confusione era notevole, ma sembrava per me come se ci fossimo solo io e lui. Com'è bello il mio amore! Mi veniva incontro sorridendomi, ci siamo baciati ed abbracciati, senza curarci di nessuno: ogni volta che ci incontriamo sembra come fosse la prima volta. Sapevo che L. aveva predisposto il tutto per il nostro soggiorno a Venezia, ma non sapevo dove, mi diceva "sarà una sorpresa amore mio "... e difatti lo è stata! Un noto e antico albergo, il "Danieli"a Venezia, poco lontano da Piazza S.Marco, ci attendeva. Che meraviglia! Lo conoscevo per fama, ma non vi ero mai stata: il palazzo del Doge Dandolo del XIV secolo, uno sfondo gotico veneziano con marmi rosa, colonne con foglioline d'oro, candelieri di vetro di Murano ed oggetti antichi. Lo sfarzo della grande Hall richiama lussuose atmosfere di un tempo, un imponente scalinata ed i balconi interni, mobili antichi, tende e drappeggi che rievocano l'antico lusso dei nobili veneziani. L. mi teneva per mano, io guardavo estasiata "per te amore mio, non è mai abbastanza", questo mi sussurrava mentre mi sfiorava le labbra con un bacio e i suoi occhi cercavano di carpire ogni mio attimo di felicità. I clienti della hall ci guardavano con discrezione, ma si notava la loro ammirazione, senz'altro la nostra felicità traspariva dai nostri sguardi, eravamo ancora una volta insieme!! Un giovane, biondo, occhi sorridenti, impeccabile nella sua livrea,dai modi cortesi, ci ha accompagnato sin nel nostro appartamento. Una bellissima camera in stile con annesso salottino antico, dalla tapezzeria rosa tenue intrecciato con fili d'oro, il letto dalla grande testiera in coordinato con la tapezzeria, bei lumi di Murano antichi illuminavano l'ambiente, un mirabile lampadario di Murano pendeva dal soffitto egregiamente dipinto , come una cascata di luce. L., il mio amore, aveva predisposto anche per i fiori, i miei preferiti, splendide rose dai colori tenui stavano riposti in magnifici portafiori di Murano e rendevano l'ambiente ancora più magico e romantico. Il balcone si affacciava sulla laguna, le caratteristiche gondole sembravano dondolarsi carezzate dal dolce ondeggiare del mare, i gabbiani volteggiavano nell'aria e si stagliavano nelle luci colorate del tramonto, nugoli di piccioni erano intenti a beccare qualche briciola per terra sulla piazza. Ero intenta ad ammirare tutto questo, quando L. mi abbraccia alle spalle, gli ho detto "se è tutto un sogno, amore mio, non mi svegliare"... com'era caldo il suo abbraccio, le sue labbra mi baciavano sul collo, io poggiavo la mia testa sul suo petto ancora fresco di profumi di sali da doccia. Le sue mani dolcemente mi carezzavano i seni, mi cominciava a sbottonare la mia camicetta, ed ad ogni bottone sfilato mi baciava sul seno sul collo... per lui avevo indossato una nuova lingerie di seta rossa bordata di pizzo nero, i miei seni affioravano con superbia man mano che lui mi spogliava. Li raccoglieva fra le mani, ne sentiva il profumo, li sfiorava dolcemente con le labbra, scendeva piano con le sue mani sui mie fianchi, indugiava con le sue dita sulle mie coulotte, passava la sua mano sotto il pizzo sfiorandomi dolcemente, le sue dita non si fermavano scendevano ancora più giù... la sua bocca sul mio corpo sembrava voler raccogliere ogni mio brivido. Il suo accappatoio ormai giaceva per terra, il suo corpo era lì, aspettavava di essere amato da me,di essere ancora una volta tutto per me. Due coppe di cristallo con fragole e panna stavano sul piccolo tavolo del salotto. L. ne prese una e cominciò a far scivolare il succoso frutto sul mio seno, e man mano la intingeva di panna e la poggiava sui miei capezzoli, l'assaporava poi passando delicatamente la sua lingua sopra, ne godeva la dolcezza... continuava questo gioco sul mio ventre, poi piano, dolcemente, la sua lingua seguiva la scia che il dolce frutto lasciava. E iniziammo così a far scivolare sui nostri corpi; le fragole e la panna e poi le nostre labbra si divertivano a gustarne il sapore, era un eccitante sensazione che mi faceva godere di immenso piacere. Le risate si confondevano con i nostri gemiti, era bellissimo essere amata da L., io non mi saziavo di baciarlo, le mie labbra lo cercavano, la mia bocca... lo voleva, voleva tutto di lui, il suo sapore, il suo umore... la sua eccitazione e le mie mani mi accompagnavano in questa dolce ricerca... di lui!! Questo gioco d'amore continuò fino all'ultima... fragola. Un giorno, non molto tempo fa, il mio era solo un sogno d'amore, oggi io lo vivo ! Un bacio amore mio, vita mia.

martedì 6 gennaio 2009

I miei giorni felici - Prima parte

Benvenuto nuovo anno! E si, un altro anno è trascorso, un altro inizia ed io immagino lo scorrere del tempo come fosse guidato da Nostro Signore, seduto sulle nuvole, con la sua candida barba bianca, attorniato da giocosi angioletti che si divertono a volare rincorrendosi fra loro, e lui sul suo trono fatto di luce celestiale che fa scivolare fra le dita un "filo"... il tempo! Per alcuni il filo è corto, per altri ricco di nodi, per altri liscio e scorrevole... il filo che scorre fra le sue dita è il tempo che inesorabile passa, è la nostra vita che scivola fra le sue mani!! E' appena mattino, al solito mi son svegliata presto, ma la luce del giorno stenta ad entrare nelle mia camera, certamente ci sarà brutto tempo, qui ci tengono a" rispettare l'inverno!". O nevica, o il vento ti fa volare, non si permettono affatto una bella giornata di sole, sono molto rigidi... come il loro inverno! Indosso un morbido pigiama di flanella bianco, sul dorso sono ricamati dei cavallini a dondolo colorati, sembrano cullarsi sui miei seni che appaiono appena dalla scollatura, forse timorosi del freddo, se ne stanno ben coperti e rinunciano a mostrarsi... con il freddo hanno perso un pò di vanità!! La Miss, la mia dolce gattina, dorme pacificamente sotto il mio piumone, le si vedono appena le orecchie. Ho messo le cuffie, ascolto un pò della mia musica, "Father and Son" di Cat Stevens; ti penso papà, un bacio sui tuoi occhi. Non voglio rattristirmi, ho tanta voglia di raccontare, passo la mia mano sulle guance per togliere le lacrime che scendono sul mio viso, mi manca papà! Vi voglio raccontare del mio amore L. Ha avuto alcuni giorni di congedo e li abbiamo trascorsi inseme; ieri sera ci siamo sentiti, quanto sembrava ancora vicino a me, non smetteva di dirmi che gli mancavo tanto, che riusciva ancora a sentire il mio profumo sui suoi vestiti e li avvicinava al suo viso per sentirmi ancora vicina a lui. Che ci posso fare! Io quest'uomo lo sento dentro di me, è come adrenalina pura che scatena tutto in me! Aspettavo il suo ritorno, sapevo del suo congedo e nonostante le mie vicessitudini familiari, io fremevo per rivederlo. Quel giorno sono andata a prenderlo all'aereoporto, indossava la mimetica, l'ho intravisto subito tra la folla....





venerdì 26 dicembre 2008

L'angelo della morte

E' tarda notte, sono rientrata da poco a casa mia da una serata con amici, così, per stare un pò insieme, per distrarmi un pò. Ma appena entrata, ho udito la voce di mio padre, anzi i suoi lamenti di dolore, mi sono accostata vicino alla porta della camera dei miei, non volevo interrompere il loro discorso ricco di parole d'amore. Mi rimarrà forse per sempre nella mente quella visione, mia madre china su di lui, che lo bacia sulle labbra e lui ormai quasi immobile, che con la sua mano tremante le accarezza il viso; ma ai gesti si accompagnano le parole... tremende !!! Lui la supplica di non curarlo più, di lasciarlo andare. Nonostante il calore che c'è nell'ambiente, brividi di freddo mi percorrono tutta; mamma cerca di non far caso alle sue parole, lo accarezza, lo incita a reagire. Scopro in mia madre una forza che non le conoscevo, la sua è la forza della disperazione, dell'amore verso mio padre. Li guardo, di nascosto, come quando ero piccola e mi nascondevo dietro lo stipite della porta, mi piaceva guardarli dormire abbracciati o ascoltarli mentre si raccontavano della giornata trascorsa, come sono belli, dolci... Dio perchè fai loro tutto questo!Mamma non smette di chiamarlo "vita mia", forse ha ragione, è la sua vita, quella che si sta spegnendo assieme a lui. Lei non ha ragione di essere senza di lui! Forse un gioco di luci nella penombra della fievole luce della lampada, forse i miei occhi appannati dalle lacrime non sò, mi è parso di vedere vicino mio padre un'immagine, un angelo; ma non era avvolto da una luce celestiale, no, era l'angelo della morte che stava vicino al suo capezzale, era li che li guardava ed era come fosse in attesa, mentre con il suo flauto suonava una musica sinistra, che sembra scandire forse il poco tempo che rimane per portare con sè un'altra anima. Un bacio papà, una carezza a te mamma.

mercoledì 17 dicembre 2008

Catena d'amore...

Eccomi rientrata alla base! Mi spiace molto lasciare casa dei miei, ma gli impegni di lavoro si devono pur rispettare. Sono qui, nella mia cameretta, ho lasciato un clima in Sicilia, dove ancora l'inverno stenta ad arrrivare, con piacevoli giornate ancora baciate da un tiepido sole... e sono arrivata al Polo Nord! Sapete, quì dove vivo adesso il freddo è veramente freddo, io penso se lo facciano mandare direttamente dal Circolo Polare Artico, forse per averne l'esclusiva! Sono sotto il piumone, indosso un caldo pigiama di lana colore rosa pastello, mi avvolge dolcemente in un caldo tepore, ho anche sulle spalle uno scialle di morbida lana bianco, che mamma ha lavorato ai ferri; mi piace averlo indosso, e come se avessi le sue braccia che mi cingono le spalle, ha ancora un pò del suo profumo, profumo di "mamma". I vetri della mia porta-finestra sono appannati da un velo di vapore, fuori scendono leggeri fiocchi di neve che si pogiano sui rami degli alberi imbiancandoli appena, è come se madre natura si prodigasse a ricoprire i suoi figli, con una morbida coltre di neve, per ripararli dal gelo: per me è uno spettacolo, non sono abituata a tutto questo e ne rimango estasiata. Miriam è stata dolcissima, si è affannata tra i fornelli, ha fatto davvero un "miracolo", la cena era... mangiabile! Povero tesoro, lei per la cucina è negata! Mi aspettava con ansia, sapete, ed io non vedevo l'ora di riabbracciarla; siamo molto legate, ci teniamo compagnia, ci confidiamo tutto, dopo cena ci siamo messe "comode" nella mia camera. Tra valigie ancora da disfare e pacchi regalo scartati in fretta per la curiosità del contenuto, la mia gattina Miss a stento ha trovato la sua cesta per sonnecchiare.Ci siamo raccontate un pò tutto quello che era successo durante la mia assenza, Miriam ed io, sedute con le gambe incrociate sul mio letto, come non ci vedessimo da chissà quanto tempo; lei era lì di fronte a me, pendeva dalle mie labbra, la curiosità le faceva brillare quei suoi occhi chiari così belli, sembrava una bimba che stesse ascoltando una fiaba. Mi ha fatto il "terzo grado di interrogatorio", sembrava un commissario di polizia, che cerca di spremere il sospettato! Le ho raccontato delle mie giornate, di mio padre, di mamma, di quegli "amori" dei miei fratelli che mi hanno organizzato l'incontro con Giuseppe; non vi dico le sue considerazioni, o meglio i suoi apprezzamenti sul comportamento degli stessi, meglio sorvolare. Miriam è così... spontanea, diciamo! Stasera ho di nuovo sentito Giuseppe, mi chiedeva come fosse andato il viaggio, al solito una scusa, si è offerto ancora una volta di venirmi a prendere per ritornare giù in Sicilia, per le vacanze natalizie; cerco di essere calma quando parlo con lui, ancora mi prende "un pugno allo stomaco " quando lo sento, l'essere ritornata a casa, l'averlo rivisto, non mi ha lasciata indifferente: forse il mio è un rapporto di odio e ancora amore nei suoi confronti. Lo sò, mi direte che ho una gran confusione nella mia testolina, ma lui è stato il mio primo amore, lui mi ha fatto... diventare donna, con Giuseppe io ho conosciuto la passione, mi ha insegnato l'arte del sesso in amore: perchè lui è davvero un artista in questo senso, è pieno di fantasia, e sa farti raggiungere l'estasi in certi momenti. Lo sò, con lui ho conosciuto anche il disprezzo, l'umiliazione, a volte la paura, tutti sentimenti che cozzano con la sua arte straordinaria di amare. Non è facile per me, il nostro legame è ancora come una catena che è difficile da spezzare, delle volte sembra che quest'ultima mi stringa a tal punto da farmi tanto male, ed io gliel'ho detto sapete, e Giuseppe sorridendo dolcemente mi ha risposto: "non puoi spezzarla, la nostra è una catena d' amore".