giovedì 26 febbraio 2009

Addormentarmi vicino a te

La nebbia agli irti colli piovigginando sale... e si, sono strofe di una poesia del Carducci, ma come rispecchiano bene questa mattinata! Sembrava fosse la tenda della mia porta finestra a ricoprire i vetri della stessa, ma nn lo è, una fitta nebbia cela il paesaggio, a tratti si vedono le cime degli alberi carezzati da un alito di vento. Oggi sembra che madre natura sia triste e voglia ricoprire tutto con un velo, che celi la sua malinconia, come a nascondersi, per non farsi vedere, per restare da sola... poi ci penserà il vento a distoglierla da questo torpore malinconico e soffiando se la porterà via. Oggi non ho voglia nemmeno di vestirmi, sono un pò giù, mi sento davvero sola, accendo la mia musica, ascolto un vecchio brano di Fausto Leali "Mi manchi": a mia madre piace molto, è uno dei suoi preferiti, è davvero bello!! Mi vien voglia di ballare, così come sono adesso, in pigiama, con i capelli che disordinatamente ricoprono le mie spalle con ancora "gli occhi del sonno", come dice mamma per far capire che sono ancora assonnata. Come mi piacerebbe ballarlo con il mio amore,L.; lo stringerei a me, lo bacerei, lo accarezzerei... Dio quanto mi manca!! Di lui mi manca tutto: il suo profumo, il suo sorriso, il calore del suo corpo vicino a me, le sue braccia che mi stringono, le sue labbra che mi sfiorano, la sua calda voce che mi sussurra "ti amo, sei la mia vita"... tutto mi manca di lui. Non riesco a scrivere, piango, non ce la faccio certi giorni perchè lo vorrei quì vicino a me, anche solo per stare mano nella mano o vederlo addormentare vicino a me, mentre io gli accarezzo il viso e poggio il mio capo sul suo petto; non chiedo nulla in fondo, solo il suo amore, solo stargli vicino! Un bacio vita mia, amore mio.

domenica 15 febbraio 2009

Quanto ti ho amato e quanto t'amo...

Buongiorno,giorno! Oggi ti saluto con un bacio, è così bello risvegliarsi al mattino, sai che anche oggi un bacio la vita lo dà a te e siccome è il dono più grande che Dio ci ha dato, viviamola al meglio, non sprechiamone nemmeno un minuto! Al mio solito mi sono svegliata molto presto stamani, fuori la città dorme, il cielo è terso, c'è ancora la luna che non vuole andarsene e sembra godere delle prime luci dell'alba, si colora appena di un pallido rosa; che meraviglia, fratello sole e sorella luna che, appena si incontrano al mattino, sembrano salutarsi, e lei, la luna, indugia ancora come per voler rapire i primi raggi del sole, prima di andare a dormire. Ieri è stato S.Valentino, la chiamano la festa degli innamorati, ma penso che per chi ama l'amore è festa tutti i giorni. L'amore vero è un dono prezioso, e anche se si dovesse viverlo solo per un giorno, ne resterebbe un dolce ricordo per una vita intera. Ieri mattina ero un pò triste, svogliatamente rimettevo in ordine un pò la mia stanza; Miriam, la mia amica, si era già organizzata con Giulio per trascorrere la festa di S.Valentino fuori città, mentre io sarei rimasta in compagnia della mia gattina, lei fortunatamente non è innamorata, non mi avrebbe lasciata da sola in casa! La giornata scorreva così, sottotono, ero un pò annoiata, non mi andava di uscire, troppo freddo, ho preferito fare una doccia molto calda e profumata per scrollarmi di dosso la noia e la malinconia che erano in me. Insaponavo delicatamente il mio corpo, la schiuma scendeva su di me, scivolava sul mio ventre, sulle mie cosce, passavo la morbida spugna sui miei seni, i miei capezzoli istintivamente si inturgidivano sotto il tocco delle mie mani, era bello accarezzarli, sentire la dolce sensazione dell'acqua che scivolava come una carezza su di me, i miei lunghi capelli si avvinghiavano sulle mie spalle come mani vogliose che mi desideravano, che mi cercavano.... socchiudevo gli occhi, volevo godere di questo dolce momento, che peccato fosse solo l'acqua ad accarezzare il mio corpo! La sorpresa è arrivata nel tardo pomeriggio quando L., il mio amore, mi ha fatto recapitare un bel mazzo di rose, dai colori tenui come piacciono a me; le ho strette dolcemente al mio seno, ho staccato piano piano dei petali di rosa e li ho poggiati sul mio letto, mi son sdraiata su di loro per coglierne il profumo,la mia mano carezzava il mio corpo... avevo il bisogno di sentirlo vicino a me e quello era l' unico modo per avere questa sensazione. Un bigliettino accompagnava il suo regalo floreale, mi ricordava del nostro solito appuntamento serale: ci saremmo fatti gli auguri in web cam, un modo di sentirci vicini anche se migliaia di kilometri ci separano. Mi son fatta bella per lui, come se avessimo davvero un appuntamento di lì a poco lungo il corso della città. Trucco leggero, capelli appena raccolti da un pettine, come piace a lui, un morbido golfino colore del cielo, jeans ben modellati sui miei fianchi ed eccomi pronta per incontrare il mio amore, anche se solo via web cam! L. indossava la sua divisa, Dio com è bello! Forse sono i miei occhi innamorati che amano tutto di lui, ma L. è il mio amore ed io vivo per lui! Abbiamo parlato a lungo, alla fine mi ha detto " ti voglio lasciare dedicandoti una canzone, non sono bravo ma voglio accennartela lo stesso". Così ha iniziato a cantare una canzone bellissima di Benigni, tenere frasi accompagnate da una dolce musica che ti entra nel cuore, mi guardava e cantava per me "Quanto t'ho amato e quanto t'amo non lo sai, e non lo sai perchè non te l'ho detto mai, anche se resto in silenzio, tu lo capisci da te". Ecco il mio S. Valentino, in compagnia del mio amore, che in webcam mi mandava un bacio tra le note di una canzone d' amore. Un bacio vita mia, amore mio.

martedì 10 febbraio 2009

Amore dai capelli color dell'argento...

Rieccomi, sono a letto, ho preso l'influenza... e quando mai IO non mi perdevo di prenderla! Come avrei fatto senza la febbre, la tosse che mi scuote tutta, mi rende nervosa e più mi innervosisco più mi viene di tossire... credetemi è una lotta, fra me e lei! Non vi dico poi il mio naso... non vuol più saperne di essere soffiato, un leggero rossore appare sulle mie narici, lo guardo, inutili creme e cremine, resta lì fisso e ben in evidenza, spicca imperioso sul mio volto leggermente pallido... insomma oggi non sono per niente sexi!!! Pazienza, finirà prima o poi, spero molto prima che poi! Ho raccolto i miei capelli in una treccia che scivola sul mio seno, i riccioli del ciuffo si infilano dentro la scollatura della mia camicia da notte, messi ben in mezzo, come a voler godere del loro calore; la mia dolce Miss, coricata sempre sulla mia poltrona, sonnecchia, sembra delle volte infastidita dai miei numerosi sternuti, a volte la vedo aprire appena gli occhi; povera piccolina, le disturbo il sonnellino! Forse è meglio che continui a leggere, è un vecchio libro di mia madre, portato con me fra i tanti, una lettura leggera, non impegnativa, che in questi momenti di malessere fisico mi aiuta a passare un pò il tempo. Racconta di una storia d'amore fra un professore già avanti con gli anni ed una ballerina molto giovane e bella, per cui egli perde la testa, e si invaghisce a tal punto da rinunciare a tutto per lei; ella non solo non le è riconoscente, non ricambia il suo amore, anzi lo ridicolizza facendogli perdere persino la sua dignità di uomo stimato e perbene... il finale è tragico, ma la vicenda non lo è da meno. Però è vero, l'amore non ha età, questo è solo un racconto, ma io penso che in amore non dovrebbe esistere differenza di età... quando l' amore arriva, arriva e basta! Ricordo un caro amico di mio fratello, un bell'uomo dai capelli appena brizzolati sulle tempie, un professionista affermato nel campo dell'edilizia, sposato e padre di due splendide bambine. La sua vita scorreva serena, fra casa e lavoro, senza grandi avvenimenti, così come un pò tutte le famiglie; un giorno ad una riunione di lavoro con altri colleghi, conobbe la figlia di uno di loro, una bella ragazza dai capelli mori, cosi' morbidi da sembrare onde che scivolavano leggeri sulla sua schiena, occhi chiari come perle lucenti, labbra rosse come ciliege, un fisico che non lasciava indifferenti dai fianchi ben modellati e un seno che affiorava rotondeggiante dalla scollatura di una morbida maglietta. Allegra, vivace, spiccava come una stella in mezzo a loro ravvivava il gruppo con le sue risate argentine, la sua giovane età le permetteva tutto questo e lui non riusciva a staccargli gli occhi di dosso, lo faceva con discrezione, quasi se ne vergognava, non era da lui essere attratto da una ragazzina ma... lei lo rapiva solo con lo sguardo. Egli si invaghì di questa ragazzina, come si suol dire"perse la testa"; le piaceva tutto di lei, il suo modo di ridere, di parlare. Faceva di tutto per far sì che si vedessero, con cene fra colleghi e le famiglie, incontri casuali dinanzi alla sua scuola... e lei capiva ormai il perchè di tutte queste casualità! Lui con lei ritornava giovanissimo, le piaceva passeggiare con lei, ascoltarla mentre parlava, guardarla mentre passava la mano fra i suoi lunghi capelli per rimandare indietro una ciocca, o quella piccola piega che le si formava vicino gli occhi quando lei sorrideva: le piaceva tutto di lei, non si vergognava quando le diceva "la notte io ti penso sempre, non riesco a dormire, mi sei entrata dentro come una fiammata di vita". Non voleva farle del male, non voleva peccare di egoismo nel voler godere della sua gioventù; lei glielo diceva, gli ricordava che lui era sposato, che non sarebbe stato giusto, che sarebbe stato meglio non iniziare nessun rapporto, ma... l'amore quando arriva arriva! E si ritrovarono ben presto amanti, lui traeva la sua forza dalla giovinezza del suo amore, non gli importava che la sua vita stava diventando un inferno, quando era fra le braccia del suo angelo moro,lui volava in alto con lei, esistevano solo loro due in quei momenti, loro e l'amore. Questa è una storia un pò inusuale, di un amore fra un uomo dai capelli color dell'argento ed una giovane ragazza dai capelli mori e occhi lucenti come le stelle, che vissero la loro storia d'amore, che a lui donò un soffio di giovinezza e a lei il ricordo di braccia ricche di passione e baci struggenti, offerti da un uomo che fra le sue braccia riviveva l'amore.

lunedì 9 febbraio 2009

Dedicato a Eluana

Desidero dedicare questa mia pagina ad una bella ragazza di venti anni, che un giorno, in seguito ad un malagurato incidente automobilistico, da dove ne uscì viva, rimase in un coma vegetativo,o meglio non si è più risvegliata,Eluana Englaro. Una ragazza come ce ne sono tante, la conosciamo attraverso le sue foto, bella, sorridente, con tanta voglia di vivere, di riuscire nella vita ,di amare, di essere amata,invece... lei dorme da ben diciasette anni. Non è mai più rientrata a casa, è passata fra rianimazione e degenza riabilitativa, fino alla diagnosi che ne confermava lo stato vegetativo. Questa è una diagnosi finale atroce, non sai cosa fare, chi l'ama non sà come agire: se rassegnarsi, considerarla morta o continuare nella speranza che un giorno si risvegli. Il coma vegetativo è come un limbo a metà fra la vita e la morte. Il padre è un componente importante in questa triste vicenda, si batte da anni perchè le vengano sospese le cure per mantenerla in vita "lei ", dice "non avrebbe mai voluto rimanere così, Eluana voleva vivere,non vegetare!" Purtroppo non esiste nessun testamento biologico da parte di Eluana, il suo era solo un desiderio espresso al padre, dopo una disgrazia analoga, occorsa ad un amico. Come lei ce ne sono tantissimi casi,di persone che non si risvegliano più dal coma,ma adesso il caso di Eluana è diventato un evento mediatico; chiamano "assassino" il padre, Beppino Englaro, solo perchè si batte affinchè sua figlia abbia una fine dignitosa. Viene considerato un caso di eutanasia, ma per chi ha vissuto vicino ad un ammalato a cui solo la morte può rendergli la dignità,capisce cosa desidera per sua figlia questro padre, è solo un atto d' amore per una vita che non è vita. Un bacio a te Eluana che dormi serenamete, mentre intorno a te un gran polverone di parolone, di pensieri politici negativi, positivi, si accavallano ogni giorno forse solo per fare "odiens". Una carezza a te papà di Eluana, chissà come ti sentirai solo in mezzo a questa battaglia, per dare "il dolce sonno" per sempre a tua figlia, ma non sei da solo, lei ti aiuta a combattere, aspetta di dare la sua mano ad un angelo che la porterà fra le braccia di Nostro Signore.

giovedì 5 febbraio 2009

Un pensiero alla mia città

Rieccomi, oggi son rientrata presto a casa, non mi andava di far tardi, avevo voglia di scrivere un pò. Appena sono arivata, la mia Miss, la mia gattina, mi ha accolta con un dolcissimo miagolio, come fosse un saluto, e al solito suo si è messa a pancia in sù, sulla mia poltroncina, per avere la sua razione di coccole. Mi diverto a solleticarle la pancia, sembra che rida quando le gioco. Almeno ho lei che mi fa festa al mio rientro!! Mi spoglio dei miei abiti e indosso una calda vestaglia da camera color rosa con delle applicazioni di colorate farfalline sul dorso, sembrano poggiarsi delicatamente in volo sui miei seni come se si adagiassero sulla corolla di un fiore. Ho raccolto i miei capelli con un nodo di raso rosso, scendono morbidi sulle mie spalle, mantengono ancora il profumo del bagnoschiuma del mattino; uno sguardo allo specchio... ma come sono sexi anche in vestaglia e a piedi nudi!! E mi faccio anche l'occhiolino,e si, una sicula sexi al nord! Non perdo il senso dell'ironia, quasi mi corteggio da sola!!! Metto la mia musica, prendo qualche libro, ho voglia di rilassarmi con una bella lettura, quasi litigo con Miss, non vuole scendere dalla mia poltroncina, roba da matti. Se n'è fatta padrona, non ci sono più i "gatti di una volta". Sono troppo comodisti,non si contentano più della ceste, lei riposa in poltrona. Oggi a Catania si festeggia la Santa Patrona della mia città, S.Agata, una giovane fanciulla di nobile famiglia di cui si invaghì il proconsole catanese Quinziano; questi non potendo ottenere la sua simpatia la fece torturare fino a farle strappare i seni, ma la santa dopo una visione guarì miracolosamente. Quinziano allora ordinò che fosse bruciata viva, ma un tremendo terremoto scosse Catania; egli allora la fece togliere dalle braci in cui giaceva e la fece mettere in carcere, dove la fanciulla morì dopo qualche ora. Questa ricorrenza è molto sentita nella mia città dove accorrono migliaia di persone per vedere il Fercolo della Santa bambina. Mi spiace tanto non esserci, non poter sentire il grido dei devoti "Cittadini,Evviva S.Agata". Ricordo che da piccola mio padre mi metteva a "cavalluccio"sulle sue spalle per farmi vedre la Santa che passava. La città di notte è illuminata da migliaia di ceri votivi, che i devoti vestiti dai loro "sai" bianchi( cioè antiche camice da notte maschili) portano con fatica sulle spalle per poi donarle alla "Santuzza". Il fercolo o "vara", sul quale è riposto il busto reliquario e lo scrigno, è tutto in argento, ed ancor oggi è preceduto dai "devoti" che sembrano tracciarle una stradina tutta bianca, dove a fatica riesce a muoversi fra la folla dei fedeli, e fa il giro di tutta la città, per poi fermarsi alla fine della notte prima di rientrare al Duomo di Catania, davanti al Convento delle Carmelitane. Le Carmelitane sono suore di clausura, che escono per donarle un fascio di rose bianche accompagnato dal "canto delle vergini", un suggestivo evento che davvero fa emozionare tanto; dopo la riportano in chiesa, accompagnata da spettacolari fuochi d' artificio, dove la santa viene esposta ancora qualche giorno per la gioia dei fedeli. Ecco, vi ho raccontato un pò anche della Santa patrona della mia città, che in queste ore è immersa in un mare di folla, preceduta da caratteristiche candelore e devoti che la circondano, accompagnandola fino alla fine del tragitto con il grido che riempie la notte "Devoti siamo, devoti tutti, cittadini, evviva S.Agata".

venerdì 30 gennaio 2009

Un amore di scorta

Buon giorno, giorno! Il mio primo saluto a te che mi accompagnerai fino alle ombre della sera, quando la luce del sole si affievolirà fino a farmi cullare dalle braccia di Morfeo. Ho da poco fatto la doccia, non ho freddo, la mia camera è ben riscaldata, un morbido accappatoio azzurro mi avvolge, ai piedi comode pantofoline rosa, un turbante fatto da un asciugamani bianco trattiene i miei capelli, qualche ciocca ne esce ribelle lasciando scivolare alcune goccie d'acqua che si insinuano fra i miei seni rosei, freschi, profumati come petali di rosa, procurandomi un leggero brivido; sembrano come voler godere ancora della calda sensazione dell'acqua su di loro, come mani che li sfiorano delicatamente, ma è solo... qualche goccia d' acqua! Passo un pò di crema sulle mie gambe, la mia mano accarezza la pelle delle mie cosce nude e scivola fin giù, una sensazione piacevole, tonificante; sapete, osservando le mie gambe nude, posso dirvi che non sono per niente male! Anzi, se proprio volete saperlo, penso che Angelina Jolie ci penserebbe su per un confronto! Al solito, come sapete, sono modesta: sorrido mentre mi faccio i complimenti da sola! Sono seduta sulla mia poltroncina, osservo la mia camera: ma come fa a ridursi in questo modo pazzescamente disordinato?! Penso me lo faccia apposta, c'è proprio di tutto: calze che scivolano languide da una sedia, pigiama che poltrisce ai piedi del mio letto, manica di un golf che si affaccia da un cassetto semi aperto, trucchi e smalti rovesciati sulla mia tolettina, scarpe sparse sul tappeto che cercano di ricongiungersi alla loro compagna... ma io, imperterrita, cerco di ignorare il tutto, non mi voglio avvilire per la mia camera diciamo un pò ... in disordine! Ok, è solo un pò di disordine, poi ci penserò domani !! Ieri sera ci siamo rivisti con Francesco, abbiamo preso un aperitivo in un bar del Corso della città. Mi ha attesa all'uscita dal lavoro ma io l'avevo già visto dalla finestra del mio ufficio, era lì che attendeva appoggiato alla macchina, ogni tanto alzava gli occhi verso le finestre, ed io lo guardavo dietro la tenda per non farmi notare: un uomo interessante, elegante nel suo cappotto chiaro, il suo volto fresco, giovane, un pò pensieroso, non passava inosservato agli sguardi delle ragazze che passavano dinanzi a lui. Abbiamo parlato a lungo ieri sera, la sua mano mi sfiorava i capelli, indugiava sulla mia, il calore del contatto tra le nostre mani mi piaceva; non mi è piaciuto, invece, sentire nelle sue parole un pò di insofferenza. Mi diceva che "vuole punti fermi con me, vuole chiarezza nel nostro rapporto, non vuole essere un amore di scorta"... e forse ha ragione, devo far chiarezza dentro di me, non posso continuare ad assomigliare alla mia camera, troppa confusione nella mia testa; mi domando, però, si possono amare due uomini allo stesso tempo?? Un bacio, angelo mio, dalla tua Gioia, che è davvero un "pasticcio"!

lunedì 26 gennaio 2009

Una carezza sul cuscino

Ferie finite! Si ricomincia, la vita continua, e per ripetere una frase fatta ... la vita è un palcoscenico dove ognuno di noi recita la sua parte, e così è stato per mio padre, ha "recitato la sua di parte" sul palcoscenico della vita e poi .... è andato via, recitando nel finale una parte drammatica e dolorosa. Ma sò che adesso è lui che ci guarda recitare la nostra di "parte", e noi faremo di tutto per farci applaudire da lui, per non deluderlo nella nostra rappresentazione teatrale... la vita!! Ho ancora dinanzi agli occhi mia madre quel giorno, quando ormai mio padre era già sulla barca di Caronte, lo accarezzava, lo baciava sul viso, non smetteva di dirgli "amore mio, adesso come faccio da sola?!"... raccoglieva il viso di mio padre fra le sue mani, come voler trasmettere il calore della vita sulle guance ormai fredde, rigide. Era come se mentre lo accarezzava per l'ultima volta volesse scolpire nella sua mente il suo viso, le sue dita scivolavano piano sul capo, sulle labbra, sulle palpebre, era il suo amore che giaceva lì dinanzi a lei e lei diceva a tutti, indicando la bara "lì c'è la mia vita, una parte di me se ne va con lui". Io le stavo vicino, mamma si lasciava andare ad un pianto straziante, "mi sento un albero senza radici, come fossi a metà"... questo mi ripeteva, a nulla valevano le nostre carezze, le nostre parole... era la sua vita che se ne andava via!! Non riesco a trattenere le lacrime, scivolano cocenti sulle mie guance , appena riesco digitare, la morte di un genitore ti fa sentire di colpo grande, sai che non ci sarà più la sua presenza, la sua protezione e ti rendi conto di come siamo piccoli di fronte a questi eventi, quando poi, come in questo caso, nulla è stato possibile per dargli la vita. Mamma non è voluta venire con me, ha preferito rimanere a casa sua fra le sue cose, dove tutto parla di mio padre; forse restare le consente ancora di far finta che il suo amore sia vicino a lei, che non sia rimasta ... da sola. Un bacio mamma, la sera continua ad accarezzare il suo cuscino, lui sentirà le tue carezze e chissà, forse un giorno, ci racconterai che ti sei sentita sfiorare il viso dalle sue mani e tu non ti sentirai più da sola.