martedì 8 luglio 2008

Gioia si ribella

Rieccomi. Stamani mi sento un pò... nervosa. Non sò, a volte mi prende così, come uno stato d'ansia che non sò spiegare. Riordino la mia stanza, è uno sfacelo, non riesco a trovare niente, la mia Miss sembra aver fiutato aria pesante e si fa piccola, scompare sotto il mio letto. Io ancora non mi sono neanche vestita e gironzolo per la mia stanza, con la mia camicina da notte che sul mio corpo sembra non star ferma anche lei, mi scivolano le bretelline, si appiccica al mio corpo come se non volesse lasciarmi ed io nervosamente la stendo sui miei fianchi. Ho capito, oggi non è giornata! Rimetto a posto un pò il manicomio che c'è in giro. Meglio che oggi mi faccia accompagnare da Chopin, le sue note mi aiuteranno a calmarmi. Com'è bella questa musica, ti tocca l'anima. Chiudo gli occhi per un attimo, come a volermi allontanare dalla realtà, i miei pensieri sono sempre in conflitto con i miei ricordi, che non riescono ancora ad assopirsi nella mia mente e... come potrebbero! Cosa ho dovuto fare per arrivare sino a qua, quando G. non voleva assolutamente accettare che io non stavo bene con lui. Io cominciavo a reagire, dovevo lottare, non soccombere: sarebbe stata la mia fine! Traevo forza dal mio amore, che per è stato come una molla che mi ha dato la forza per combattere la sua possessività.Lo sò lui me lo diceva sempre , da lui non dovevo aspettarmi niente, ma il mio cuore sperava sempre che un giorno sarebbe stato solo mio. Gioia cominciava a ribellarsi, i miei incontri con G. si facevano sempre più burrascosi, non mi importava più se ogni tanto lui mi mollava qualche schiaffo, di quelli che lasciano il segno, in pieno viso; non mi stordivano più, anzi mi infondevano forza interiore e più si comportava in modo arrogante e prepotente più io acquisivo la forza per reagire. Volevo sganciarmi da lui, che mi ricattava. Si, il suo era un ricatto verso di me, perchè mi proibiva di trasferirmi ad un'altra Università, non voleva farmi avere il nulla-osta ed io ero costretta a subire la sua predominanza anche nell'ambito della facoltà. Sembra a volte che certe situazioni accadano solo agli altri, non pensi mai che possano accadere anche a te. Allora cominciai a farmi un pò più furba, adottai il metodo di quel proverbio che dice"vuoi combattere il tuo nemico?Fattelo amico!"... e così feci. Mi faceva girare per negozi, perchè Lui aveva deciso che ci saremmo sposati al più presto, ed io lo assecondavo, non mi rifiutavo più, non cercavo scuse per non uscire. Visitavamo negozi di mobili, acquistava solo quello che piaceva a lui, anche le tende si sceglieva secondo il suo gusto: io ero un burattino che trascinava con sè. Arredava così la SUA casa, non c'era niente lì dentro che per una volta mi avesse chiesto .."a te piace, lo prendiamo Gioia?'"...no! Era tutto a suo gusto ed immagine, era il suo regno privato, il posto dove mi avrebbe conservata come fossi un giocattolo, il SUO giocattolo: una bambola con cui giocare ogni volta che ne avesse voglia! A volte proprio non mi riconoscevo, stavo diventando più forte ed io sò da dove traevo la mia forza, dal mio amore. Dalla mia speranza che un giorno sarei stata sua per sempre. Un bacio amore mio, vita mia.

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